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Domenica 24 aprile 2022 - La natura protagonista in fiera

Dalle 9.30 alle 12.30 in Centro Congressi, a cura della Provincia di Belluno.

Franco De Bon, Consigliere provinciale delegato caccia e pesca

Negli incontri di questa mattina abbiamo messo a terra le parole d'ordine che avevamo detto all’inaugurazione: ricerca e innovazione. Ricerca in memoria di Bepi Tormen: abbiamo istituito una borsa di studio della durata triennale. In collaborazione con i Faunisti Veneti considereremo dei lavori fatti da ricercatori di tutta Italia sul territorio bellunese.
Abbiamo fatto poi il report su “Belluno città delle rondini” e l'abbia portata qui a Longarone, perché in questo progetto rientrano anche i cacciatori, oltre ai volontari al Comune di Belluno, che ha la fortuna di avere una popolazione di rondini così importante e in controtendenza con il trend mondiale di questa specie.
Poi il professor Cesare Lasen ha presentato il report sulla nostra rivista frammenti. È la rivista dove pubblichiamo tutte le ricerche che vengono fatte sul territorio provinciale. Vengono validate da un'apposita commissione e pubblicate. Una rivista di assoluto pregio, che va in sostituzione di un museo di scienze naturali che, ma che lo copre in maniera assolutamente autorevole.
Un progetto che mi è piaciuto molto è quello di studiare insieme lo stambecco, proposto dal CAI. Lo stambecco non più visto dal punto di vista faunistico, ma visto come attrazione turistica per il nostro territorio che è già così bello, ma che può contare anche su questo ulteriore valore aggiunto.
Un'altra relazione è stata fatta dalla Riserva alpina di Caccia di Tambre sui miglioramenti ambientali per quanto riguarda i galliformi di montagna. Questo è un esempio di assoluto valore. L'innovazione non deve interessare solo i materiali, ma deve riguardare anche le persone. I cacciatori e i pescatori devono innovarsi per essere non più solo gestori della fauna selvatica, ma gestori e presidio del territorio. Con questo i cacciatori di Tambre hanno fatto delle opere di miglioramento ambientale a loro spese, con una progettazione partita da loro.
Un bellissimo lavoro, fatto in collaborazione con la Provincia di Belluno, è stato lo studio sulla lepre variabile, sulle preferenze ambientali di questa specie di cui si conosce molto poco. È una tesi di laurea seguita dal bellunese Marco Lozza, un biologo che si è recentemente laureato all’Università di Bologna con 110 e lode.
Quindi una cosa che è partita da un’iniziativa della Riserva alpina di Caccia di Longarone: l'istituzione della bacheca elettronica. Attualmente la gestione faunistica delle Riserve avviene attraverso dei sistemi cartacei, la denuncia dei capi, i censimenti. Ma è stata introdotto un sistema veramente innovativo, la bacheca elettronica e c'è stata spiegata la funzionalità.
Per finire il professor Scaravelli, dell’Università di Bologna, ci ha mostrato come possono essere controllati i censimenti faunistici attraverso l’uso di una tecnologia sofisticata quale il drone attrezzato con una fotocamera termica. E quindi con la rivelazione notturna della fauna selvatica.

 

Silvana De Col, Collaboratrice e moglie di Giuseppe Tormen

Bepi, nonostante il suo carattere elusivo, ha lasciato un segno inconfondibile in tutti i campi naturalistici. Ha avuto manifestazioni di affetto da diverse riviste come Oasi. Ha collaborato con tantissimi enti, tra cui il CAI per i grandi carnivori, dove è stato un fondatore, realizzando uno studio recente con dei pannelli divulgativi. Una mostra itinerante, che l’ultima volta è stata esposta proprio qui, a Longarone Fiere, col CAI Grandi Carnivori. L’ho sempre seguito in tutta la sua carriera, sempre nella sua ombra, ma l’ho seguito con passione. Prima con l’aquila reale, che è stato l’inizio, e poi con tutti i rapaci che abbiamo seguito per 30 anni e che spero di portare avanti, anche in sua memoria, in quanto a casa ho una importante banca dati in merito.
Siamo andati tantissimo nelle scuole per parlare con i ragazzi, abbiamo fatto mostre, abbiamo fatto battaglie per la reintroduzione dei predatori, abbiamo collaborato con la Provincia per i rapaci feriti, per poterli salvare e poi liberare. Quindi abbiamo fatto tantissime attività. Una delle ultime è stata quella delle rondini che ha presentato in questa occasione mia figlia Silvia. Bepi, a partire dal 2016, ha mappato e fotografato tutti i nidi della Provincia di Belluno. E ogni anno li controlliamo tutti quanti, per vedere l’esito di queste riproduzioni. Purtroppo, hanno avuto dei problemi dovuti a delle tavolette che sono state messe per evitare che gli escrementi scendessero a terra. Questo ha dato modo ad altri uccelli, come cornacchie e colombi, di appoggiarsi alle tavolette e liberarsi dei piccoli di rondine. Le rondini ogni anno migrano e ritornano sul nido di appartenenza, ma con queste tavolette i nidi sono andati distrutti. Per risolvere il problema con La Provincia abbiamo ideato questi ombrelli messi in posti strategici, per esempio di fronte ai bar dove la presenza dei loro escrementi risulta poco igienica. sono anche stati messi dei tappetini. Nasce così quindi il progetto “Città delle rondini” e vedo che gli esercenti e i cittadini, quando andiamo a fare i due censimenti annuali, si interessano e si preoccupano per gli animali. Questo significa che hanno recepito il nostro messaggio di salvaguardia.
Abbiamo anche fatto uno studio sugli anfibi trovando un sito al lago di Santa Croce. Abbiamo segnato migliaia di rospi a scopo scientifico. Abbiamo cercato di studiare con le varie province e comuni la realizzazione dei sottopassaggi per la salvaguardia di questi animali.
Mio marito ha sempre avuto l’obbiettivo di divulgare e creare questa conoscenza, per aiutare gli animali, ma soprattutto per la loro salvaguardia.
Si è sempre dedicato alla fauna della provincia di Belluno. Sarà mia cura continuare, anche come censore di avifauna. Cosa che ho sempre cercato di portare avanti con Bepi. Per tutto quello potremo fare a Belluno per la fauna, io ci sarò.

Marco Basso, naturalista amico di Bepi Tormen

Con Bepi abbiamo condiviso diverse esperienze in natura per quanto riguarda la ricerca sugli uccelli soprattutto nell’ambito delle praterie alpine. Siamo anche stati compagni in varie campagne di inanellamento e in vari progetti sia dell’ISPRA, che personali, e in molti altri tipi di monitoraggio.

 

Michele Cassol, Dottore Forestale in rappresentanza dell’Associazione Faunisti Veneti

Abbiamo presentato la borsa di studio dedicata al naturalista bellunese Giuseppe Tormen. È un’iniziativa intrapresa dall’Amministrazione provinciale di Belluno che ha stretto una convenzione con l’Associazione Faunisti Veneti, che rappresento in questa occasione e che si farà carico un po’ degli aspetti organizzativi della borsa di studio. È finalizzata ad approfondire lo studio di alcune componenti di fauna vertebrata della provincia di Belluno ed è rivolta un po’ a ricercatori, naturalisti, studiosi di questi attori ecosistemici.
L’associazione attualmente sta definendo i caratteri per poter partecipare al bando che durerà un anno, però ci sono già i fondi per tre anni. A breve usciranno sui siti ufficiali della Provincia e dell’Associazione i termini per poter partecipare a questa borsa di studio.

Silvia Tormen, figlia del naturalista Giuseppe Tormen

Insieme a mia mamma e a Mauro Varaschin stiamo portando avanti il progetto “Belluno città delle rondini”, grazie anche alla collaborazione del Comune e della Provincia di Belluno. Io farò parte del comitato che manderà avanti questo progetto nel corso degli anni. Non solo questo progetto sulla rondine, ma anche sul rondone. Qui ho presentato dati raccolti dal 2016, da quando ha avuto inizio il progetto, fino allo scorso anno - 2021.
Entro poche settimane cominceremo il primo monitoraggio di quest’anno. Ne verrà effettuato un secondo verso la metà di giugno e speriamo che il numero di rondini all’interno dei portici di belluno sia in aumento, perché la rondine non è solo un buon auspicio di una bella primavera, o un simbolo di bellezza, ma è anche un indicatore di salute della nostra bella cittadina di Belluno.

Sara Gnec, responsabile dell’area ambiente del Comune di Belluno

Il comune di belluno si è concentrato su alcune politiche per la difesa della biodiversità urbana occupandosi di piccoli animali che convivono con l’uomo, fra i quali anche la rondine che ha sempre allietato le primavere della nostra città. Però a volte hanno creato anche qualche piccolo disagio per le deiezioni che producono durante la loro permanenza.
Quindi anni fa, insieme alla Provincia di Belluno, alla Riserva di Caccia, e anche, all’epoca, all’ELPA abbiamo incominciato a collaborare per trovare delle soluzioni a questi disagi. Oltre a pensare a un modo per valorizzare la presenza della rondine, che è un indicatore di qualità ambientale.
Quindi abbiamo adottato due piccoli accorgimenti. Uno è un tappetino lavabile che porta l’immagine della coda della rondine. Uno spicchio che può essere combinato con più esemplari messi agli angoli, sotto i portici, negli angoli dei palazzi o anche in maniera circolare, e ci consente di far comprendere alle persone che la deiezione della rondine è appunto un indicatore di qualità ambientale. Invita anche a guardare in alto in quanto riporta la scritta “Guarda in su! Noi abitiamo qui”. È anche una collaborazione con la Camera di Commercio che unisce tutti gli esercenti del centro storico.
Questo tappetino è lavabile e quindi risolve un pochino il problema dell'igiene, soprattutto dei portici. Accompagnato a questo accorgimento, si è deciso anche di appendere degli ombrellini, in corrispondenza dei nidi, affinché le deiezioni si fermassero su questi ombrellini. Li abbiamo scelti con una fantasia che rappresenta questo uccello che abita la nostra città.

Cesare Lasen, coordinatore del comitato di redazione della rivista frammenti.

Ho il compito di coordinare il comitato di redazione della rivista “Frammenti” presentata qui al pubblico per richiamare in particolare il suo ruolo, la sua funzione, il suo futuro.
Finora sono stati pubblicati 11 numeri, mediamente uno all'anno, di questa rivista, che è stata concepita ancora nel 2008, per cercare di colmare una lacuna piuttosto grave che riguarda il nostro importantissimo territorio della provincia di Belluno. Infatti, il sottotitolo è “Conoscere e tutelare la natura Bellunese”.
Vengono pubblicati contributi e articoli di vari studiosi, soggetti anche a referaggio, articoli e contributi che riguardano diversi ambiti scientifici. Dall’archeologia alla geologia, dalla botanica alla zoologia, nei diversi ambiti, e anche le scienze applicate quali l'agronomia e la selvicoltura. Quindi tutto quello che riguarda le scienze forestali. In tale ambito pubblichiamo anche un paio di rubriche che ci aggiornano sulle ricerche attualmente in corso sul territorio bellunese e sugli studi scientifici che sono stati pubblicati.

 

Marco Dreosto, Europarlamentare

Trovarsi oggi a Longarone per questa importante manifestazione, che finalmente dopo un momento difficile come quello della pandemia, rivede la grande partecipazione del pubblico che si interessa di ambiente, di caccia, di pesca e soprattutto di natura. Noi all’interno del Parlamento Europeo continuiamo a lavorare in maniera importante su dossier come quello sulla biodiversità, che hanno davvero un valore aggiunto quando vengono coinvolti tutti i portatori di interesse del mondo ambientale. Quindi allevatori e agricoltori, ma anche i pescatori e i cacciatori, che hanno una particolare rilevanza per la loro conoscenza e competenza del mondo e dell’ambiente.
Poi un aspetto molto importante: il nuovo ruolo dei cacciatori. I cacciatori devono anche essere riscoperti in una loro utilità sociale. Perché sono quelli che in questo contesto conoscono meglio di tutti l’ambiente. Quindi complimenti a Longarone Fiere, all’organizzazione, alla Provincia di Belluno per aver ripreso questa importante manifestazione che deve dare davvero lustro al territorio. Ma anche opportunità a tutto il mondo dell’ambiente.

Giuliana Mares, in rappresentanza del CAI

Un progetto dal titolo “Studiamo insieme lo stambecco”, nella zona dell’Antelao e delle Marmarole e del Sorapis. Il CAI ci tiene a sottolineare che ha dato il patrocinio per la borsa di studio in memoria di Giuseppe Tormen, appassionato naturalista e socio CAI che negli ultimi anni aveva composto uno gruppo per lo studio dei grandi carnivori in provincia di Belluno.

Giuseppe Menegus, Rappresentante della Riserva alpina di Caccia di San Vito di Cadore

Vogliamo raccontare l’esperienza dell’introduzione dello stambecco nelle Dolomiti nel 1965. Tutto è nato da un’idea della Riserva alpina di Caccia di San Vito di Cadore. Passata dall’idea ad una implementazione pratica nel territorio, riuscendo a creare una sinergia con l’organo gestore della caccia di Belluno di allora, con l’Istituto di zoologia applicata alla caccia di Bologna - Istituto che poi sarebbe divenuto l'Istituto nazionale per la fauna selvatica - e con altri simpatizzanti, tra cui il professor Oscar Scaglietti dell’Istituto Rizzoli di Bologna. Grazie a questa sinergia, perché tutte le cose belle e tutte le cose grandi si realizzano in gruppo, nel 1965 come Riserva di San Vito siamo riusciti a lanciare 7 esemplari di stambecco provenienti da Pontresina - Canton Grigioni, un Comune vicino a St. Moritz. Sei di questi sette capi hanno passato il primo inverno. Due di questi capi poi, un maschio e una femmina, per una magia della natura, hanno cominciato a spostarsi verso Ovest colonizzando dopo tre anni il gruppo montuoso della Croda del Becco.
Gli animali che sono rimasti a San Vito si sono riprodotti e nel 1975 è stato fatto un nuovo lancio con 4 esemplari, 1 maschio e 3 femmine. Di questo lancio abbiamo potuto far vedere qui un video. A testimonianza di questo grande lavoro di sinergia che è stato messo in piedi quasi 60 anni fa.

Marco Lozza, neolaureato all’Università di Bologna in Scienze e Gestione della Natura

Ho collaborato con la Provincia di Belluno per effettuare un monitoraggio sulla lepre bianca, quindi sul Lepus timidus varronis, nel 2021.
Abbiamo fatto il monitoraggio con la ricerca in modo indiretto e quindi delle tracce e dei segni di alimentazione dell’animale. Abbiamo riscontrato che la lepre variabile è distribuita su tutto il territorio con abbondanze molto diverse tra i diversi siti.
La zona centrale della provincia ha presentato delle abbondanze maggiori, mentre i limiti dell’areale più meridionale hanno presentato popolazioni più isolate e con un minor numero di individui. Inoltre abbiamo individuato la presenza della lepre in una fascia di altitudine compresa tra 1500 e i 2000 metri in un periodo che va dal 14 aprile al 30 giugno. Consiglio inoltre dei monitoraggi futuri, come ad esempio la tecnica di marcatura e di cattura che è molto utilizzata soprattutto per animali così elusivi come la lepre bianca.

Stefano Saviano Presidente della Riserva alpina di Caccia di Tambre

Abbiamo fatto un intervento ambientale per ripristinare quello che era l’ambiente del gallo forcello 25-30 anni fa. L’intervento è stato ideato col dott. for. Bino e intitolato appunto “Progetto Mugheta”. Siamo andati a creare quindi delle macchie di leopardo sulla montagna, a quota 1750 metri circa, ricreando la situazione che c’era 25 anni, ideale per il gallo forcello.

Dott. For. Egidio Bino, tecnico incaricato del Progetto Mugheta

Abbiamo già fatto due interventi sulle pendici del Monte Guslon e a breve inizieremo il terzo intervento relativo a Cima Vacche.
Nel corso degli anni si era costituita una formazione di pino mugo che aveva ostacolato il passaggio dal bosco sottostante. Parliamo del monte Guslon con un bosco ceduo, di una faggeta più nello specifico, e di un bosco di conifere dalla parte di Cima Vacche. Questo rendeva impenetrabile la formazione, con delle conseguenze sia per il passaggio della fauna sottostante, caprioli e cervi, che non potevano accedere al pascolo sovrastante. Sia per alcune specie di uccelli, che a causa di questo si sono spostate verso i sentieri percorsi dai turisti, mettendo a rischio le covate. Abbiamo quindi ristabilizzato la situazione. Queste specie si stanno spostando dov’erano prima potendo in piena tranquillità portare a termine le loro nidiate. Le specie di uccelli interessate sono innanzi tutto il gallo forcello, attualmente a rischio estinzione, ma anche la coturnice e la pernice bianca.

Melanie Scussel, Segretario della Riserva alpina di Caccia di Longarone

Sono qui per presentare il progetto della bacheca elettronica. È uno strumento essenziale per la comunicazione molto rapida tra soci e direttivo, e anche con la polizia provinciale e la forestale. La bacheca elettronica permette di controllare in tempo reale quelli che sono gli abbattimenti, le eventuali cacce chiuse e altre informazioni, come un verbale del direttivo. È uno strumento facile da utilizzare. Anche le persone più avanti con gli anni riescono ad utilizzarlo facilmente. In un’ora ottengono le credenziali e riescono a visionare il tutto facilmente. Ci teniamo a presentare questa bacheca elettronica, perché pensiamo possa essere il futuro per tutte le Riserve di Caccia.

 

Presentazione della Borsa di studio intitolata a "Bepi Tormen"
Con l'intervento di Silvana Tormen, Michele Cassol dei Faunisti Veneti e Franco De Bon.

Report del progetto "Belluno, città delle rondini"
Con l'intervento di Silvana Tormen, di Sara Gnec del Comune di Belluno, di Luca della Bernardina per la RCA di Belluno, di Paolo Doglioni Confcommercio Belluno e di Franco De Bon.

Presentazione della rivista di studi naturalistici "Frammenti"
Con l'intervento del dott. Cesare Lasen

Presentazione del progetto "Studiamo assieme lo stambecco"
Con l'intervento del Comitato scientifico del CAI-FVG

resentazione tesi di laurea "Variabili ambientali nel montaggio della lepre variabile"
Con l'intervento del dott. Marco Lozza

Miglioramenti ambientali della Riserva Alpina di Caccia di Tambre: il progetto mugheta
Con l'intervento di Stefano Saviane presidente RAC Tambre e del dot. for. Egidio Bino

La bacheca elettronica quale nuovo strumento di gestione faunistica: l'esperienza della Riserva Alpina di Caccia di Longarone

Dimostrazione: utilizzo del drone a fine di ricerca faunistica
Con l'intervento del prof. Dino Scaravelli - UniBO

20220424 Natura Provincia BL a Caccia Pesca e Natura WEB

 

Con il contributo della Provincia di Belluno